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Impianti autonomi di riscaldamento

Si forniscono alcune indicazioni riguardanti la corretta applicazione delle nuove disposizioni sull’esercizio e manutenzione degli impianti di riscaldamento autonomi con potenza non superiore a 35 kW (circa 30.000 kcal/h).
Il responsabile dell’impianto termico deve:

  • predisporre e aggiornare il libretto d’impianto;
  • disporre gli interventi di manutenzione almeno una volta l’anno;
  • disporre, almeno ogni due anni, una verifica del rendimento di commbustione;
  • rispettare i limiti di esercizio dell’impianto di riscaldamento, cioè il periodo e la durata giornaliera di accensione che sono stabiliti, dal decreto stesso, in funzione della zona climatica del Comune;
  • condurre l’impianto in modo da non superare la temperatura media ambiente di 20° C (con due gradi di tolleranza).

La principale novità contenuta nel decreto, che è entrato in vigore il 1° agosto 1994, riguarda proprio l’esatta individuazione del responsabile dell’impianto: il responsabile è l’occupante, a qualsiasi titolo, dell’alloggio sia esso il proprietario o il locatore o l’usufruttuario ecc.. Egli può rimanere unico responsabile o delegare tale responsabilità a terzi ("terzo responsabile").

Nel caso in cui il proprietario (o l’occupante) rimanga unico responsabile dell’impianto deve firmare e compilare il libretto di impianto, anche se deve far effettuare le operazioni di manutenzione ordinaria, straordinaria e le verifiche a terzi. L’unico obbligo è di affidare la manutenzione straordinaria a ditta artigiana o impresa abilitata ai sensi della L. n. 46/90. Sarà opportuno formalizzare il rapporto con tale ditta attraverso un contratto nel quale tra l’altro, sia chiaramente specificata l’assunzione di responsabilità per la manutenzione da parte della ditta stessa. E’ bene ricordare che il proprietario (o l’occupante) che mantiene la responsabilità del proprio impianto può andare incontro a sanzioni per inadempienze relative alle norme sul contenimento dei consumi energetici, sulla sicurezza e sulla salvaguardia ambientale (solo per inadempienze relative al contenimento dei consumi energetici le sanzioni variano da 1 a 5 milioni).

Nel caso in cui il proprietario (o l’occupante) deleghi le proprie responsabilità ad un terzo responsabile, deve accertarsi che questi possieda l’abilitazione ai sensi della L. 46/90. Sarà opportuno formalizzare il rapporto attraverso un contratto nel quale, tra l’altro, sia chiaramente specificata la nomina a terzo responsabile dell’impianto. Il terzo responsabile, assumendosi tutti gli obblighi previsti per il proprietario, deve organizzarsi in modo tale da svolgere tutte le funzioni connesse con la manutenzione e le verifiche del rendimento dell’impianto in prima persona o con personale espressamente incaricato. In ogni caso il rispetto delle temperature e del periodo di accensione dell’impianto restano di responsabilità del proprietario (o dell’occupante).

Ricordiamo infine, che i Comuni (se hanno più di 40.000 abitanti) o le Provincie (nei Comuni più piccoli) hanno l’obbligo di effettuare, almeno ogni due anni, i controlli sul rispetto della Legge, con spese a carico dell’utente. E’ probabile però che gli Enti Locali, almeno per i primi anni, si avvarranno della facoltà, prevista dal regolamento, di adottare l’autocertificazione a firma del proprietario o del terzo responsabile sul rispetto delle norme del DPR n° 412/93. In tal caso gli Enti Locali lo comunicheranno alla popolazione con i termini e le modalità degli adempimenti.

Riscaldamento autonomo

Riscaldamento centralizzato

 
 
 
 
 
 
 


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