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Impianti di riscaldamento centralizzato

Si forniscono alcune indicazioni riguardanti la corretta applicazione delle nuove disposizioni sull’esercizio e manutenzione degli impianti di riscaldamento con potenza non superiore a 35 kW (circa 30.000 kcal/h).
Il responsabile dell’impianto termico deve:

  • predisporre il libretto di centrale;
  • disporre gli interventi di manutenzione ordinaria almeno una volta l’anno;
  • disporre, almeno una volta all’ anno, una verifica del rendimento di combustione (per impianti con potenza >350 effettuare un ulteriore controllo a metà del periodo di riscaldamento);
  • rispettare i limiti di esercizio dell’impianto di riscaldamento, cioè il periodo e la durata giornaliera di accensione che sono stabiliti, dal decreto stesso, in funzione della zona climatica del Comune;
  • condurre l’impianto in modo da non superare la temperatura media ambiente di 20° C (con due gradi di tolleranza).

Inoltre se l’impianto è al servizio di un condominio l’amministratore deve esporre una tabella contenente:

  • l’indicazione del periodo annuale di esercizio dell’impianto termico e l’orario di attivazione giornaliero;
  • le generalità e il domicilio del responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto termico.

La principale novità riguarda proprio l’esatta individuazione del responsabile dell’impianto: il responsabile è l’occupante, a qualsiasi titolo, dell’alloggio .Nel caso di edifici dotati di impianto termico centralizzato è l'amministratore del condominio . In ogni caso le responsabilità possono essere mantenute o delegate.
Nel caso in cui l’Amministratore rimanga unico responsabile dell’impianto deve firmare e compilare il libretto di centrale, anche se deve far effettuare le operazioni di manutenzione ordinaria, straordinaria e le verifiche a terzi. L’unico obbligo dell’ Amministratore è di affidare la manutenzione straordinaria a ditta artigiana o non abilitata ai sensi della L. n. 46/90. Sarà opportuno formalizzare il rapporto con tale ditta attraverso un contratto nel quale tra l’altro, sia chiaramente specificata l’assunzione di responsabilità per la manutenzione da parte della ditta stessa.
E’ bene ricordare che l’Amministratore che mantiene la responsabilità del proprio impianto può andare incontro a sanzioni per inadempienze relative alle norme sul contenimento dei consumi energetici, sulla sicurezza e sulla salvaguardia ambientale (solo per inadempienze relative al contenimento dei consumi energetici le sanzioni variano da 1 a 5 milioni).

Nel caso in cui l’occupante o l’Amministratore deleghi le proprie responsabilità ad un terzo responsabile, deve accertarsi che questi possieda l’abilitazione ai sensi della L. 46/90 (in caso, rivolgersi alle Camere di Commercio o agli Albi delle Imprese Artigiane per informazioni). Sarà opportuno formalizzare il rapporto attraverso un contratto nel quale, tra l’altro, sia chiaramente specificata la nomina a terzo responsabile dell’impianto).
Il terzo responsabile, assumendosi tutti gli obblighi previsti per l’Amministratore, deve organizzarsi in modo tale da svolgere tutte le funzioni connesse con la manutenzione e le verifiche del rendimento dell’impianto in prima persona o con personale espressamente incaricato.

Ricordiamo infine, che i Comuni (se hanno più di 40.000 abitanti) o le Provincie (nei Comuni più piccoli) hanno l’obbligo di effettuare, almeno ogni due anni, i controlli sul rispetto della Legge, con spese a carico dell’utente. E’ probabile però che gli Enti Locali, almeno per i primi anni, si avvarranno della facoltà, prevista dal regolamento, di adottare l’autocertificazione a firma dell’occupante o dell’ Amministratore o del terzo responsabile sul rispetto delle norme del DPR n° 412/93. In tal caso gli Enti Locali lo comunicheranno alla popolazione con i termini e le modalità degli adempimenti.

Riscaldamento centralizzato

Riscaldamento autonomo

 
 
 
 
 
 
 


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