Il portale per la Vostra azienda
L'azienda
Prodotti
Clienti
Informazioni

Riscaldamento: istruzioni per l'uso

La legge n. 10 del 9.1.91 ed i successivi decreti di attuazione, in particolare il D.P.R. 412 del 26.8.93, hanno modificato la normativa riguardante la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti di riscaldamento, sia centralizzati che autonomi, con l’obiettivo di contenere i consumi di energia, aumentare la sicurezza e limitare inquinanti nell’atmosfera. Molte sono le novità per il cittadino:

Temperatura massima degli ambienti: durante la stagione di riscaldamento, la temperatura media degli ambienti interni non deve superare i 20° C (con una tolleranza di 2°C).
Periodo di accensione e durata massima giornaliera del riscaldamento: dipendono dalla zona climatica, cioè dai "Gradi giorno" della località e sono così stabiliti:

Zona climatica
Gradi giorno
Periodo di riscaldamento
Numero di ore max/giornaliero
A
inf. a 600
1.12-15.3
6
B
601-900
1.12-31.3
8
C
901-1400
15.11.31.3
10
D
1401-2100
1.11-15.4
12
E
2101-3000
15.10-15.4
14
F
sup. a 3000
nessuna limitazione
nessuna limitazione

Per sapere in quale zona climatica è situata la località che interessa, basterà rivolgersi agli Uffici Comunali. In caso di condizioni atmosferiche eccezionalmente avverse, la Legge prevede che si possa accendere il riscaldamento al di fuori dei periodi fissati per non oltre metà delle ore massime giornaliere consentite. L’orario di riscaldamento può essere frazionato in due o più periodi ma l’impianto dave essere spento, di notte, tra le 23 e le 5. In alcuni casi è però possibile mantenerlo acceso; per esempio nel caso di impianti con buona efficienza e dotati di programmatore in grado di regolare la temperatura almeno su due livelli (20° C di giorno e 16° C di notte).

Responsabilità dell’impianto: nel caso di impianti autonomi, la responsabilità civile e penale dell’impianto è di chi occupa l’alloggio a qualsiasi titolo (proprietario, affittuario, usufruttuario ecc.). Per gli impianti condominiali la responsabilità è dell’Amministratore. In ogni caso il responsabile deve assicurare il rispetto delle norme relative alla sicurezza, al contenimento dei consumi energetici, alla salvaguardia ambientale.

Compiti del responsabile dell’impianto: il responsabile dell’impianto deve condurre l’impianto e organizzare tutte le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria nel rispetto delle normative vigenti. Egli deve, tra l’altro :

  • compilare e conservare il "libretto di centrale" (per gli impianti di potenza superiore ai 35 kW) o il "libretto di impianto" (per quelli di potenza inferiore);
  • esporre, nel caso di impianto termico centralizzato, una tabella con l’indicazione del periodo annuale di esercizio dell’impianto, dell’orario giornaliero di attivazione prescelto,delle generalità e domicilio del responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto;
  • disporre gli interventi di manutenzione, almeno una volta all’anno;
  • disporre verifiche strumentali delle prestazioni della caldaia (ogni due anni per impianti con potenza inferiore a 35 kW, una volta all’anno per potenze tra 35 e 350 kW, due volte l’anno per potenze superiori).

Libretto di centrale o di impianto: oltre ai dati del proprietario, dell’installatore, del responsabile della manutenzione, il libretto contiene: - la descrizione dei principali componenti dell’impianto (bruciatore, scarico fumi, regolatore, sistemi di aereazione ecc.); - una tabella nella quale annotare gli interventi di manutenzione (effettuati almeno una volta all’anno); - una tabella con i dati delle misurazioni e delle verifiche sull’impianto.

Modalità di delega delle responsabilità: il proprietario, l’occupante o l’Amministratore possono delegare le loro responsabilità ed un "terzo responsabile" che possieda i requisiti di abilitazione della Legge 46 del 1990. Naturalmente nel caso di impianti autonomi l’occupante dell’alloggio rimane, in ogni caso, responsabile nel rispetto delle norme relative alle temperature interne dell’alloggio e dei periodi di accensione dell’impianto. Se si decide di mantenere in proprio la responsabilità dell’impianto si possono ugualmente affidare le operazioni di conduzione e di manutenzione ad altri, ma si deve in ogni caso firmare e compilare il libretto di centrale o di impianto approvando in tal modo l’operato della ditta alla quale ci si è affidati. Le operazioni di manutenzione straordinaria, devono obbligatoriamente essere affidate ad una ditta artigiana o impresa abilitata ai sensi della Legge 46 del 1990. E’ opportuno che con la ditta si firmi un accordo contrattuale nel quale venga specificata l’assunzione di responsabilità, da parte della ditta, per le operazioni di manutenzione straordinaria. In questo modo ci si cautela in caso di incidenti e ci si potrà rivalere in caso di sanzioni amministrative. Nel caso di impianto termico con potenza superiore ai 232 kW, il responsabile deve avere il patentino per la conduzione dell’impianto o affidare la conduzione a persona in possesso di patentino (Legge n. 615 del 1966).

Accertamento dei requisiti dellabilitazione ai sensi della Legge 46 del 1990: è sufficiente chiedere di vedere la copia dell’abilitazione e controllare che sia stata rilasciata per la categoria di lavori che interessa, in questo caso per impianti termo idraulici o di riscaldamento. Nel dubbio si possono chiedere informazioni agli Albi delle Imprese Artigiane o delle Camere di Commercio.

Verifiche da parte dei Comuni o delle Provincie: i Comuni (con più di 40.000 abitanti) o le Provincie (per i Comuni più piccoli) hanno l’obbligo di effettuare almeno ogni due anni i controlli sul rispetto della Legge, con spese a carico dell’utente. Per i primi anni essi potranno non effettuare tutti i controlli ma solo alcuni, a campione. In questo caso a tutti verrà richiesta una "autocertificazione", a firma del responsabile dell’impianto, sul rispetto delle norme del DPR 412. Per questi controlli i Comuni e le Provincie possono incaricare ditte esterne.

Adeguamento degli impianti: vanno subito effettuati quei lavori indispensabili ad adeguare gli impianti alle norme di sicurezza (scarico dei fumi, prese di aereazione , ecc.). I controlli periodici del rendimento di combustione accerteranno poi se la caldaia rispetta i limiti di efficienza imposti dalla Legge. Se con opportuni interventi di manutenzione non sarà possibile raggiungere i valori stabiliti, la caldaia andrà sostituita.

Sanzioni: da 1 a 5 milioni per il responsabile dell’impianto (e quindi l’occupante dell’alloggio oppure il terzo responsabile espressamente delegato).

 
 
 
 
 
 


info@santacesaria.it